3 giu
Una marchetta del TG5 sull’enciclopedia treccani mi ha fatto venire in mente un post che avevo intenzione di fare e che poi per fare cose più importanti (tipo scaccolarmi) non avevo mai fatto.
Volevo infatti spendere quattro parole sulle teste di cazzo che popolano questo importante sito e sui suoi amministratori (selezionati accuratamente tra le frange più ottuse delle teste di cazzo).
Chi non ha mai avuto una voce cancellata da wikipedia? Chi non ha mai visto il proprio contributo (magari lungo due o tre pagine) cancellato da ignoranti spocchiosi di 15 anni?
Creare materiale su Wikipedia vi fa immediatamente diventare vittime degli amministratori ed è quindi meglio che sappiate quali sono i requisiti e le caratteristiche che tali amministratori devono avere (perlomeno in Italia).
COME DIVENTARE AMMINISTRATORE DI WIKIPEDIA Ecco la lista dei requisiti!
1. Non avere una propria vita
2. Non avere una relazione da anni (preferibilmente mai avuta)
3. Avere la cultura di un fagiolo
4. Leccare il culo a tutti gli altri amministratori più anziani
5. Essere sempre ed acriticamente d’accordo con la maggioranza degli admin
6. Non sapere nulla su nessun soggetto (che è un po’ come sapere tutto, no?!).
7. Essere abili a vantarsi con gli amici o su blog, facebook etc, di essere admin di Wikipedia (maaa complimeeenti!)
8. Quando un utente fa eccezioni troppo difficili da capire: bloccarlo. Se insiste bannarlo.
9. Non inserire nessuna nuova voce e limitarsi ad amministrare gli inserimenti di altri: la regola è “chi non agisce non sbaglia”.
10. Essere tronfi, montati, pieni di sé, credersi migliori… ma solo dietro lo schermo di un pc. Nella realtà di tutti i giorni il vero admin di Wikipedia è uno sfigato/a, brutto/a come la morte e con un alito all’aglio cipollato.
11. millantare conoscenze accademiche o improbabili lauree comprate online o ottenute pagando, leccando, o studiando tutto a memoria senza capire nulla.
12. essere livorosi e rancorosi verso il mondo perché non si ha una vera vita, mentre gli altri paiono divertirsi un sacco.
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